Tenuta San Marcello (recensione)

Tenuta San Marcello

Ottobre 2021 – Abbiamo visitato l’azienda “Tenuta San Marcello”, nel comune di San Marcello in provincia di Ancona: la recensione

San Marcello è un comune dell’entroterra marchigiano, situato in provincia di Ancona, distante in linea d’aria 6,5 Km da Jesi e poco più di 13 Km dal mare.

La Società Agricola e Forestale San Marcello S.S., più semplicemente “Tenuta San Marcello”, si trova a circa 2 Km dal centro dell’omonimo comune e si può raggiungere agevolmente tramite le indicazioni presenti sul sito o con un qualsiasi navigatore satellitare: Via Melano (civico 30), che si può imboccare direttamente dalla Provinciale 18 che circumnaviga il paese, è una strada abbastanza regolare e può essere percorsa da veicoli a due o quattro ruote senza troppe difficoltà, basta prestare un minimo di attenzione alle inevitabili asperità tipiche delle (ex) strade interpoderali o di campagna che caratterizzano la viabilità di molti luoghi della regione.

L’azienda è provvista di cantina di vinificazione e di locali per l’elevazione e l’affinamento del vino. Dispone di quattro appartamenti (45/55 mq), tutti dotati di cucina (con fornelli, forno e frigorifero), bagno e all’esterno, sotto un pergolato, tavolo e sedie; ci sono anche otto camere di varie tipologie con bagno privato: quattro di queste, situate al primo piano di un antico casale ristrutturato, possono usufruire della zona comune dotata di divani, tavolo e cucina (con forno, lavastoviglie, fornelli e frigorifero); le altre quattro si trovano in un edificio limitrofo, al piano terra, e possono disporre, come gli appartamenti, di tavolo e sedie esterne. Il servizio di ospitalità è completato dal ristorante (Osteria del Vignaiolo) aperto tutti i giorni nel periodo estivo mentre da fine settembre, e per tutta la durata della bassa stagione, solo nei weekend (venerdì e sabato a cena, domenica a pranzo).

Il luogo è immerso nella natura, circondato dai vigneti e non solo: la vista spazia sui colli e colline delle DOC “Verdicchio dei Castelli di Jesi” e “Lacrima di Morro d’Alba”, denominazioni all’interno delle quali la Tenuta rientra. La zona esterna è caratterizzata da un curato pratino (dove razzolano galline, pulcini e galli ai quali fanno compagnia un numero non ben precisato di gatti e gattini) e da una piscina di acqua salata (circondata da sdraio e tavolinetti) che, affacciando a Ovest, permette di godere di vista sul tramonto.

Il nostro soggiorno presso la struttura è iniziato nel tardo pomeriggio di venerdì primo ottobre (2021) per concludersi due giorni dopo, la mattina di domenica 3. Ci è stata riservata una camera matrimoniale posta al piano terra (alla quale sono stati aggiunti un lettino e un letto da campeggio per i nostri due bimbi) al prezzo di €180 per due notti inclusi la prima colazione a buffet da consumare ai tavoli del Ristorante e il riassetto della camera. La prenotazione è avvenuta tramite email e lo scambio di informazioni è stato chiaro e cortese (come la persona che ci ha seguito, Federica). Sabato 2 ottobre era stata organizzata una giornata di vendemmia per gli ospiti (alla quale non abbiamo partecipato) che, dalla mattina alla sera, prevedeva: caffè, inizio vendemmia, merenda (panino e vino), ripresa vendemmia, pranzo, lavori in cantina, aperitivo con annessa degustazione dei vini aziendali, cena all’Osteria del Vignaiolo. Per chi avesse voluto trattenersi, il pernotto era offerto a prezzo scontato. La degustazione, per chi come noi non aveva preso parte all’attività, aveva un costo di €30 a persona; abbiamo deciso di parteciparvi e ci è stato servito un tagliere di affettati e formaggi e uno con focacce e tigelle; sei i vini in degustazione (“Cipriani”, “Vinosauro”, “Indisciplinato”, “Cielo Sommerso”, “Bastaro” e “Melano”) ai quali sono state aggiunte per l’occasione due bottiglie di vecchie annate di “Melano” (vendemmie 2016 e 2011).

Breve recensione dei vini della Tenuta San Marcello degustati: la filosofia aziendale prevede un regime agronomico ed enologico che si basa in parte su tecniche tradizionali e in parte su metodi biologici e biodinamici. Vendemmia manuale, uso della solforosa ridotto ai minimi termini, fermentazioni spontanee e lieviti indigeni. Quasi tutti i vini degustati hanno trascorso un periodo più o meno lungo (da 3 a 9 mesi) in anfora, per il totale della loro massa (“Vinosauro”, “Cielo Sommerso” e “Melano”) o per una parte di essa (“Indisciplinato” e “Bastaro”). Seguendo le ancestrali usanze georgiane, la vinificazione dei tre IGT Marche Bianchi (“Cielo” “Sommerso”, “Vinosauro” e “Indisciplinato”) avviene a contatto con una parte dei raspi (oltre che del resto delle vinacce) all’interno di anfore interrate. Le caratteristiche organolettiche che si evidenziano dall’analisi sensoriale sono inevitabilmente figlie della somma di tutti questi fattori; anche il “Cipriani” (Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore), che affina solo in acciaio, tende a discostarsi dallo stereotipo del vino emblema delle Marche: la vendemmia ritardata a fine ottobre e il lungo periodo sulle fecce fini, uniti alle tecniche accennate qualche riga più in alto, regalano colori, sentori e gusti decisi, robusti, strutturati un po’ meno tipici e un po’ più caratteristici. Gli altri vini bianchi che riposano a contatto con vinacce e raspi presentano inevitabilmente un colore più intenso, note di mela Golden matura, fiori gialli, miele, zafferano, un accenno di tannino, una discreta mineralità e un buon corpo. Per quanto riguarda i rossi degustati, in particolare le due vecchie annate, lo stile di vinificazione più tradizionale (all’epoca ancora non si usava l’anfora per questo genere di vini) fa risaltare le peculiarità del vitigno (Lacrima di Morro d’Alba), anche se i classici riconoscimenti primari di rosa, violetta, fragola e fragolina tendono a lasciare inesorabilmente spazio a più eleganti sentori terziari di spezie “scure” (chiodi di garofano, bacche di ginepro, pepe nero) uniti a refoli balsamici.

Un paio di note sul ristorante (presso il quale abbiamo consumato due cene): ambiente formale, ma non eccessivamente; servizio celere e cortese; personale disponibile, tempi di attesa congrui. Menù alla carta non ampissimo (quattro o cinque scelte per portata) con l’aggiunta di alcuni piatti pensati appositamente per l’occasione; prezzi non economici ma neanche proibitivi (la classica “fascia media”).

Per informazioni:

https://www.tenutasanmarcello.net/

Sulla base della nostra esperienza, possiamo consigliarvi due itinerari enoturistici legati a un eventuale soggiorno presso Tenuta San Marcello:

Montecappone (Via Colle Olivo 2, Jesi – AN); distanza: circa 11 Km

Marotti Campi (Località S. Amico 14, Morro d’Alba – AN); distanza: 8/9 Km

Questa recensione dell’azienda Tenuta San Marcello è rappresentativa della nostra esperienza e vuole semplicemente essere una fonte di informazioni oggettive, prive di considerazioni personali, con lo scopo di fornire indicazioni utili per gli enoturisti.

Lo Staff di inCantina